Volete vendere in Est Europa? Dovrete passare dall’Ungheria

Se volete vendere in Est Europa dall’Ungheria passerete sempre più volentieri, grazie agli investimenti per lo sviluppo di trasporti e infrastrutture per diventare snodo cruciale verso Est.  L’Ungheria ha già una delle densità autostradali più alte d’Europa e si posiziona infatti al terzo posto per densità stradale dopo Belgio e Olanda. Il Governo ungherese ne è consapevole e non indugia, ma progetta:

  • manutenzioni e ampliamenti dei corridoi stradali
  • implementazione della rete ferroviaria, guardando fino alla Cina

Diventare il centro logistico della regione per vendere in Est Europa

In Ungheria ci si muove facilmente, sia dal punto di vista logistico sia delle agevolazioni verso le imprese. E questo la rende appetibile sia come Paese con il quale intrattenere affari vantaggiosi, sia come snodo attraverso il quale guardare e accedere ai mercati più a oriente: per vendere in Est Europa.

Le autostrade ungheresi raggiungono infatti agevolmente sia i confini del Paese, sia le diverse regioni dell’Ungheria. Il Paese ha inoltre una posizione centrale in Europa, al crocevia di quattro dei principali corridoi di trasporto europei, tra cui:

  • 4° dalla Germania settentrionale e dal Mare del Nord al Mar Nero
  • dai porti adriatici italiani a Kiev e Mosca, per vendere in Russia
  • 7° il Danubio e il Reno dal Mare del Nord
  • 10° il corridoio nord-sud dagli stati baltici alla Turchia e alla Grecia

Nel 2019 sono stati completati alcuni nuovi tratti autostradali utilizzando finanziamenti UE. E altri sono in fase di completamento nell’ambito della progettazione Trans-European Transport Network (TENT) che ha complessivamente contribuito in Ungheria con € 199.414.816 per il periodo di programmazione 2014-2020.

Trasporto ferroviario chiave di volta per le nostre merci

Grazie alla sua posizione centrale l’Ungheria ha una vasta rete ferroviaria, la cura con scrupolo e la sfrutta molto più intensamente della maggior parte dei Paesi UE. Con il trasporto ferroviario interno viene infatti coperto oltre il 20% del totale del trasporto merci: volume ben al di sopra della media UE.

Diverse linee ferroviarie principali collegano l’Ungheria con i principali porti dell’Europa occidentale tra cui Trieste. E con servizi regolari. Più che un’alternativa una certezza per chi voglia vendere in Est Europa.

Il sistema ferroviario ungherese è lungo complessivamente 7.729 km e sta, inoltre, guardando con fortissimo interesse ad Est. Esiste infatti già un collegamento ferroviario diretto tra la città di Záhony e la Cina. La Repubblica Popolare Cinese ha non a caso firmato poche settimane fa un contratto di credito per l’implementazione della linea ferroviaria Belgrado-Budapest.

Logistica in rafforzamento. C’è da fidarsi degli ungheresi

I vantaggi geografici dell’Ungheria la rendono un luogo ideale per i centri di distribuzione internazionali. Gli ungheresi ne sono consapevoli e sono pronti ad offrire vantaggi alle aziende che desiderano sviluppare qui i propri centri logistici in futuro.

Grazie alla sua posizione centrale, la capitale catalizza una considerevole movimentazione di merci e di transazioni. Ad oggi, sono attivi oltre 30 moderni centri logistici e di stoccaggio merci per circa 1,3 milioni di metri quadrati in un raggio di 30 chilometri intorno alla capitale. E più di 200 altri parchi industriali in tutto il paese si offrono come basi logistiche strategiche e come opportunità di investimento per entrare in Europa e, all’opposto, per vendere in Est Europa.

Non dimentichiamo che le attività di logistica sono i servizi più spesso esternalizzati in Ungheria e il settore rappresenta fino al 5-6% del PIL interno.

Il governo vuole attrarre investimenti internazionali

L’Ungheria ha iniziato a riaprire le frontiere post allarme covid19 già dal 22 maggio e il 24 giugno il Ministro delle Finanze Mihály Varga ha dichiarato che «Ci sono risorse sufficienti disponibili per riavviare l’economia, anche grazie alla crescita dinamica degli ultimi anni». Il Paese, a partire dal governo centrale, si sente forte del lavoro fatto negli ultimi anni e intende non rallentare.

Il focus positivo è puntato su:

  • quattro trilioni di fiorini -11.465 miliardi di euro- in investimenti in corso
  • fatturato al dettaglio che ha iniziato ad aumentare di nuovo nelle ultime settimane
  • disoccupazione, idem, in rallentamento dopo lo stop dovuto alla pandemia da covid19
  • raddoppiamento del budget di rilancio delle PMI post-covid19 per 105 miliardi di fiorini

Ciò porta il governo stesso a dichiarare l’Ungheria come «interessante per gli investimenti internazionali». Il Paese intende sfruttare la propria centralità logistica e il desiderio di crescita del benessere della propria popolazione.

Se vuoi conoscere i trend di consumo e le opportunità del Paese puoi contare sulla nostra consolidata presenza in Ungheria.

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