Russia settore Retail: conviene investire?

Il mercato retail russo è il più grande d’Europa, grazie alla sua popolazione totale di oltre 145 milioni di persone concentrata principalmente nelle grandi città (la Russia è, infatti, il paese più esteso al mondo, ma le condizioni climatiche particolarmente rigide non permetto l’insediamento umano in tutto il territorio), dotate di infrastrutture commerciali sviluppate e moderne. Con queste caratteristiche è facile comprendere perché tale mercato sia ad oggi uno tra i più attrattivi per le imprese straniere.

Secondo Rosstat (Agenzia Federale Russa per le Statistiche) il PIL russo nel 2018 ha avuto una crescita del 2,3%, con ripercussioni positive anche nel commercio al dettaglio, per tutti i dodici mesi del 2018, infatti, è stato registrato un trend in aumento del fatturato pari al 2,6%, il doppio rispetto al 2017 (+1,3%).

Nello specifico il settore retail rappresenta il 16% del PIL russo. La base del consumo familiare in Russia è rappresentata da alimenti e bevande analcoliche (30% della spesa totale delle famiglie), vestiti e scarpe (10%), alcol e tabacco (6%) e un restante 6% è speso in mobili, elettrodomestici ed elettronica.

A differenza della vendita al dettaglio di generi alimentari, che è al momento perlopiù dominata da attori locali, il settore non alimentare è rappresentato da una vasta gamma di grandi aziende europee, tra cui Inditex, H&M, Benetton, LPP (vestiti e scarpe), IKEA (mobili), Leroy Merlin, Castorama e Obi.

 

Dopo tre anni di stagnazione, risulta in positivo la differenza tra il numero dei punti vendita aperti e chiusi, rispetto a quest’ultimi, quelli aperti dai brand internazionali li superano di 235 punti (2017/2018).

Come in qualsiasi altro mercato emergente, le vendite nel settore del commercio al dettaglio russo dipendono fortemente dal clima economico del paese. A seguito dell’aumento dell’IVA in Russia, passata dal 18 al 20% e al conseguente indebolimento della domanda interna, nei primi tre mesi del 2019 il PIL è aumentato solo dello 0,5% rispetto allo stesso periodo del 2018, tuttavia questo settore rimane interessante per le aziende internazionali, in quanto non ancora saturo e per via dell’elevata percentuale della popolazione urbana.