Macchine lavorazione metalli, utensili, tecnologia: perché i russi continuano a comprare

Chi conosca il Paese e voglia vendere in Russia non legge con sorpresa la notizia che i russi continuino a comprare macchinari e tecnologie nonostante la pandemia. E dalle aziende italiane in particolare. È, piuttosto, un certo conforto –se non un sollievo– dato dalla consapevolezza di stare facendo un buon lavoro a cogliere gli imprenditori italiani.

Le aziende italiane stanno infatti beneficiando della buona reputazione che i propri prodotti e il proprio servizio pre e post vendita hanno saputo conquistare. E soprattutto della volontà della Federazione Russa di non fermare i propri programmi di sviluppo.

Dove sta andando la Federazione: per vendere in Russia guardiamone la crescita

Acquedotti, gasdotti, metropolitane e ferrovie, nuove aree urbane ed edificazione o riqualificazione di strutture ospedaliere, impianti industriali per la lavorazione delle materie prime e per la lavorazione alimentare. Solo per citare 6 ambiti di fortissima e pianificata crescita.

La pianificazione pluriennale è infatti la keyword che interessa alle aziende italiane che già esportano sistematicamente in Russia. E che può sollecitare l’interesse di quelle che stanno raccogliendo informazioni per iniziare a vendere in Russia. La Federazione ha

  • cantieri aperti e in progettazione con prospettiva pluriennale
  • intenzione di aggiornare e diventare indipendente nella lavorazione alimentare

Se Mosca è la prima a catalizzare l’attenzione per volume e impatto di crescita, anche altre aree non sono da meno e possono suscitare un interesse concreto.

Dai grandi macchinari ai grandi componenti necessari per le pompe industriali, alle tecnologie per le lavorazioni di precisione civili e militari, l’acquisto in Europa non si è affatto fermato. I fornitori europei sono ancora ritenuti i maggiormente affidabili. Gli acquirenti russi vogliono partner affidabili in grado di supportare la crescita industriale e delle infrastrutture.

La Federazione ha fame di acciaio. E alluminio. E utensili e ricambi. E tecnologie

Il nodo, o meglio lo snodo, è questo. E va cavalcato con consapevolezza dalle aziende italiane che vogliono vendere in Russia: pena, deludere le aspettative dei clienti russi che potrebbero rivolgersi ad altri mercati, tedesco e asiatico in particolare. Alcuni dati saltano agli occhi con evidenza, primo fra tutti quello legato alla produzione e lavorazione dell’acciaio in cui la Federazione si conferma al 5° posto a livello mondiale.

La Russia ha fame di acciaio e ha bisogno di ciò che serve alla lavorazione grezza e alla successiva manutenzione dei manufatti metallici nell’impiantistica industriale e non.

I dati della World Steel Association evidenziano una potente battuta d’arresto nella produzione di acciaio grezzo in Russia in Aprile e una risalita altrettanto potente a maggio. Al calo del 20% di Aprile corrisponde infatti una risalita vertiginosa alle cifre produttive di fine 2019.

E ancora superiori le prestazioni circa la produzione di alluminio, nella quale è al 2° posto a livello mondiale.

Non solo Mosca e Kazan. San Pietroburgo cresce

Il gigante moscovita si fa sempre notare. Ultime in ordine di tempo sono le notizie della costruzione di complessi per

A ragione si fa notare la capitale: lungi dall’essere una progettazione caotica, la crescita dei distretti della capitale viene accompagnata dalla implementazione di infrastrutture e servizi alla persona. Il mastodonte non può infatti rischiare di crescere senza offrire collegamenti efficienti in grado di soddisfare e competere a livello internazionale.

Non da meno, dopo Kazan e la regione del Tatarstan, viene confermato il lavoro di San Pietroburgo per attirare investimenti interni e collaborazioni internazionali. Proprio a inizio luglio, infatti, San Pietroburgo ha visto confermare ufficialmente i dati del proprio consolidamento nel clima di investimento nelle regioni russe. E l’amministrazione locale, o meglio il presidente del Comitato per gli investimenti di San Pietroburgo, riconduce il successo a due fattori principali:

  • il sistema di misure a supporto delle imprese
  • lo sviluppo di meccanismi di interazione e attrazione di investitori

Non dimentichiamo infatti, per le aziende italiane che vogliono vendere in Russia, la crescita nei rapporti import ed export della regione di San Pietroburgo con l’Italia degli ultimissimi anni. In particolare nei settori:

  • servizi per oil e gas
  • chimica
  • farmaceutica (materie prime e macchinari)
  • lavorazione del legno
  • macchinari per la trasformazione alimentare

Macchine per la lavorazione alimentare. L’Italia fa scuola, la Russia apprende con profitto

I dati riguardanti l’industria alimentare vanno letti con assoluto interesse. La Russia nel 2019 è risultata al 3° posto a livello mondiale per import di macchinari destinati all’industria alimentare. L’embargo e le sanzioni imposte dalla comunità internazionale alla Russia a seguito della crisi Ucraina hanno fatto emergere la necessità di pareggiare o almeno diminuire il gap nell’industria alimentare.

Tra i macchinari maggiormente importati ci sono

  • macchine per l’industria casearia
  • scrematrici
  • forni non elettrici per la panificazione
  • apparecchiature per il raffreddamento a ritorno d’acqua

E poi lavorazione delle carni, delle farine, delle conserve… L’obiettivo è di rilievo e la scelta dei partner anche. La predilezione per la competenza italiana non può passare inosservata e già riserva soddisfazioni alle nostre imprese che sono state riconosciute partner competenti, competitivi e affidabili.

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